CATANIA - Chi abbandona i cani è avvisato. Parte dalla Provincia di Catania, che coordina il progetto, un segnale forte per arginare il fenomeno del randagismo con la sinergia dei Comuni, dell’Azienda Sanitaria Locale di Catania, della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Messina, dell’Ordine dei Medici Veterinari, delle Associazioni Protezionistiche e Animaliste, della Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate, del Consorzio Zooservice di Adrano e del Fenascop. A sancire gli accordi intrapresi nei mesi scorsi, un protocollo d’intesa firmato dal presidente della Provincia, on. Giuseppe Castiglione, e dai sindaci o loro delegati dei 58 Comuni del territorio. “Un’efficace azione di contrasto al randagismo – ha detto il presidente dell’Amministrazione provinciale, Castiglione – non può che essere condotta in ambito sovra comunale, e il largo consenso e la massiccia presenza dei primi cittadini dei 58 Comuni ci fa pensare che abbiamo centrato l’obiettivo. Il progetto pilota nato dall’esigenza di tutelare la convivenza tra uomo e animali d’affezione, sancisce i principi comuni da adottare con risorse economiche e l’intervento di tutti gli Enti coinvolti nell’operazione ”. La Provincia regionale di Catania, tramite il dirigente Giovanni Ferrera, provvederà al raccordo e coordinamento delle attività e delle finalità previste dalla legge regionale; risanamento dei rifugi per il ricovero, ove esistenti, costruzione dei rifugi sanitari pubblici e loro gestione; raccordo e coordinamento delle attività ed iniziative di formazione, di educazione al rispetto degli animali e alla salvaguardia del territorio; stipula di assicurazione per eventuali danni causati a terzi dai cani vaganti sprovvisti di proprietario. Provvederà, inoltre, solo dopo l’atto di delega da parte dei singoli Comuni e non prima del 1° luglio 2009, a: gestire canili sanitari ed i parchi canili direttamente o tramite convenzione; attuare piani di controllo delle nascite incruenti attraverso la sterilizzazione; provvedere direttamente o in convenzione, alla cattura dei cani vaganti ed al prelievo dei cani incidentati; incaricare della custodia dei cani catturati, per i quali il Servizio Veterinario della Azienda USL ha valutato la non possibilità di reimmissione sul territorio, le Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo Regionale che gestiscono strutture riconosciute idonee dalla Azienda Asl; garantire il servizio di pronto soccorso di cani traumatizzati direttamente o in convenzione; mantenere gli animali confiscati, di seguito a provvedimenti amministrativi, nei rifugi sanitari e nei rifugi per il ricovero pubblici o in convenzione o affidarli alle Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo regionale per il loro recupero comportamentale. Ai Comuni l’obbligo di vigilare e controllare sugli adempimenti previsti dalla Legge regionale 3 luglio 2000, n. 15, nonché dalle specifiche norme di tutela del benessere degli animali, con personale adeguatamente formato e motivato; individuare e delimitare aree urbane da destinare all’attività motoria dei cani d’affezione, provvedendo a periodici interventi di bonifica e di disinfestazione previa consulenza del Servizio veterinario della Asl; emettere l’ordinanza sindacale dell’obbligo di iscrizione all’anagrafe dei cani di proprietà presso il servizio Veterinario dell’Asl. Il protocollo prevede, ancora, che i Comuni diano delega per non meno di tre anni, alla Provincia regionale di Catania; impegnino sul proprio Bilancio di Previsione 2009 la somma corrispondente al numero della popolazione residente, nell’ultimo censimento, moltiplicato per un euro, da trasferire alla Provincia regionale di Catania per la gestione delle attività delegate nei dodici mesi successivi alla firma della convenzione.
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