REGGIO C. - Le Procure della Repubblica di Milano e Reggio Calabria hanno individuato una froda messa in atto dai medici delle Asl calabresi. Grazie ai falsi certificati redatti da medici compiacenti, maestre provenienti dalla città reggina che lavoravano a Milano, venivano trasferite nella loro città perchè invalide o gravemente malate, ma guarite miracolosamente una volta ottenuta la cattedra nella loro regione. Tra gli handicap che avevano giustificato i trasferimenti, avvenuti tutti a partire dal 2006 in poi, c'erano 10 gravi casi di diabete mellito, dolori alla schiena "cronici e permanentemente invalidanti" e depressione: tutto confutato dalle successive prove mediche. La legge prevede che dopo 90 giorni dall'avvenuto trasferimento ci sia un'altra visita che confermi o meno l'invalidità e che stabilisca se confermare o meno il provvedimento. Ma i tempi delle aziende sanitarie molto lunghi - talvolta anche 3 anni - permettevano alle 'truffaldine insegnanti' di lavorare al sud come desiderato. Ma il caso milanese non e' isolato. "Situazioni analoghe si riscontrano anche a Firenze, Venezia e Torino" e, secondo quanto riportato da 'La Repubblica' "le province di provenienza delle maestre sono sempre le stesse: Reggio Calabria, Agrigento e Caserta".
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