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SPETTACOLO
Viaggio attraverso la musica del cantautore partenopeo
Ciro Tuzzi: la storia di un artista
Ciro Tuzzi: la storia di un artista
NAPOLI - Ci sono volte in cui la musica diviene un veicolo emozionale ed altre volte invece, ci si lascia trasportare invasi da una sensazione di un salto in uno spazio apparentemente vuoto e nel mentre lo si attraversa con la consapevolezza che prima o poi si atterrerà, si ci lascia penetrare nel profondo dal “racconto” dell’artista. Questo è quello che spesso accade quando si ascolta la musica di Ciro Tuzzi cantautore partenopeo. Un artista che ha scelto di restare fedele a se stesso, che non è mai sceso a compromessi con il difficile mondo musicale dove la maggior parte degli artisti si conforma al modus operandi richiesto dalla classe dirigente. Vi presentiamo un produttore d’arte, un artigiano come lui stesso si definisce, che sa emozionare in modo autentico.

L’ambiente musicale si dice sia ricco di insidie. Lungo il tuo percorso di crescita quante e quali difficoltà hai incontrato?
Tantissime. E' un mondo di squali. Credo che la maggiore difficoltà riscontrata in questi ultimi anni, questa cosa non vale solo per gli Epo, sia la disaffezione delle persone alla musica... non so come spiegare.. è come se la saturazione del mercato visto la innumerevole offerta e la estrema facilità a reperire musica con internet.. abbia tolto quel velo di fascino. Le persone sembrano più interessate all'Happening concerto, cioè al fatto di trovarsi in un posto con altre persone, che al concerto in se stesso... ovviamente non vale per tutti, però la sensazione che ho è questa.

A parte il primo disco uscito con una etichetta di Brescia, successivamente gli Epo si sono autoprodotti come mai?
Quella esperienza ci è bastata. Non voglio fare lo snob, con un'offerta seria magari potremmo fare una promozione migliore. Ma se devo discutere con persone su come fare la mia musica perchè queste investono una quantità di soldi risibile, preferiamo investire i nostri soldi e limitare i litigi a solo 4/5 persone... ovvero ai componenti della band.

A quale o a quali sound associ la tua musica?
Direi Pop, se per pop intendiamo quella linea tratteggiata che unisce, che so, i Beatles ai Vampire Weekend, passando per Bowie, Duran Duran, Radiohead, Elbow.. per citarne alcuni. Purtroppo la parola Pop oggi la si associa a cantanti truccatissimi con capelli improbabili o gente che copula in tutti i laghi... ma il senso dovrebbe essere un po’più nobile, un minestrone che butta dentro tutti i generi musicali e li rielabora secondo delle regole non scritte..
Ciro Tuzzi: la storia di un artista
Come nasce una canzone? c'è un iter particolare?
Non parlerei di iter. Di solito arriva musica e testo contemporaneamente, un pensiero vaga nella testa e a volte si sublima in 4 minuti di canzone. Questo è quello che avviene di solito, ma non sempre. Credo che avere una metodologia precisa per fare "arte" sia lo strumento per ucciderla.

Sei reduce da un tour con Marina Rei raccontaci la tua esperienza…
Suono la chitarra nella band live di Marina, dalla primavera scorsa. E' un'esperienza divertente e faticosa. Suonare la chitarra è una cosa che mi piace tantissimo e con lei posso finalmente concentrarmi più sullo strumento che sulla voce. Abbiamo fatto un bel po’ di date quest'estate e credo che l'esperienza più bella sia stata la data all'Italiawave festival. Nella band della Rei in realtà c'è un bel tasso di Epo, Peppe è il fonico del tour e Alessandro ha suonato in un paio di date.

Con quale altro artista o band ti piacerebbe dividere il palco?
Mmm… mi piacerebbe suonare per Capossela, anche se non conosco tutte le sue canzoni, la sua musica è piena di fascino e suggestioni notturne. Probabilmente anche con Daniele Silvestri per l'eterogeneità delle sue canzoni. Penso siano divertenti da suonare.

Quando ti potremo ascoltare dal vivo?
Dopo qualche problema di salute sto riprendendo a fare concerti. Farò delle serate accompagnato da un bravissimo violoncellista che si chiama Arcangelo Michele Caso il 18 marzo all'Equobar di San Sebastiano al Vesuvio e il 2 aprile al Coc88 che è un bar che si trova al Vomero. Non so ancora cosa suonerò, probabilmente alcune canzoni mie insieme a delle cover che mi piace cantare.

Prima di lasciarci svelaci...dove si sono nascosti gli Epo?
Gli Epo stanno ragionando sul da farsi. Con molta calma. Vogliamo fare un terzo disco, però vogliamo sentirci pronti prima di andare in studio... non abbiamo fretta insomma.
(Foto dalla rete)
01/03/10 14:04
Amalia Coletta

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