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La luce di Vermeer In ottobre a Roma dieci suoi capolavori
Costume e Cultura Mercoledì, 28 Marzo 2012 16:12
L'evento
La luce di Vermeer
In ottobre a Roma dieci suoi capolavori
I celebri «interni borghesi»
Solo 35 quadri certi dipinti in vita e una biografia di cui si conoscono pochissimi dettagli. Ma tanto è bastato per farlo entrare, dopo un cono d'ombra di secoli, nel novero degli artisti-mito. Non un semplice pittore, secondo l'opinione di molti, bensì il pittore per antonomasia. Forse, addirittura - ed era di questo parere il principe degli esteti, quel Marcel Proust cui si deve in parte la rivalutazione tutta novecentesca del genio olandese di Delft - il più grande pittore di tutti i tempi.
Trentacinque dipinti, di cui almeno la metà giudicati inamovibili, altro motivo per cui una mostra di Jan Vermeer (Delft, 1632-1675) fa notizia ancor prima che se ne conoscano i dettagli. E una mostra dedicata al pittore olandese, fuori programma e non ancora annunciata ufficialmente (lo sarà la prossima settimana) sarà organizzata a Roma in autunno (si parla di ottobre) alle Scuderie del Quirinale, il più «nobile» contenitore per esposizioni d'arte della Capitale, gestito dall'Azienda Speciale Palaexpò, dove è in corso un'antologica di Tintoretto.
Vermeer, la luce e gli «interni borghesi»
I contratti per i prestiti dei quadri si stanno chiudendo in queste ore. E si parla di una decina di opere, numero tutt'altro che esiguo se si pensa che l'ultima mostra evento su Vermeer fu quella allestita nell'estate 2001 alla National Gallery di Londra, dove il pubblico poté ammirare tutti insieme tredici lavori del maestro fiammingo, tra cui la celeberrima «Vista di Delft», olio del 1660 conservato al Mauritshuis dell'Aia e definito il più bel quadro di tutti i tempi ancora dallo stesso Proust e da Ernst Gombrich (lo stesso museo possiede anche il ritratto Ragazza con turbante, cui è ispirato il bestseller di Tracy Chevalier, con film omonimo a seguire, La ragazza con l'orecchino di perla).
Jan Vermeer, «Allegoria della pittura» (particolare)
Celebre per i suoi interni borghesi e per le sue magie di luce tutte giocate nella ricca e mercantile Delft, sorta di Firenze fiamminga del XVII secolo, il maestro autore di capolavori quali la Merlettaia del Louvre o l'altrettanto celebre Lattaia del Rijksmuseum di Amsterdam è invece assente dalle collezioni italiane. Rare (e spesso legate a un solo quadro in mostre collettive) le sue apparizioni nel Belpaese. Tra le ultime, il Cristo in casa di Marta e Maria di Edimburgo, nella rassegna in corso a Rimini (Da Vermeer a Kandinsky, Castel Sismondo) e Donna con collana di perle dello Staatliche Museen di Berlino, esposto a Roma nel 2008.
Edoardo Sassi24 marzo 2012 (modifica il 28 marzo 2012)© RIPRODUZIONE RISERVATA
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