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Lavoro, il pressing di Napolitano «Grave se non ci fosse l'accordo»
Economia Lunedì, 19 Marzo 2012 23:47
LA RIFORMA SULL'articolo 18: MARTEDI' il colloquio decisivo a PALAZZO CHIGI
Lavoro, il pressing di Napolitano
«Grave se non ci fosse l'accordo»
Trattativa a oltranza: Fornero e Monti al Quirinale
Durato tre ore l'incontro tra il ministro e i sindacati
Lavoro, Napolitano: «Interesse nazionale prevalga»
MILANO - È iniziato intorno alle 21 ed è proseguito fin quasi a mezzanotte l'incontro tra il ministro del Welfare, Elsa Fornero, e i sindacati confederali sulla riforma del mercato del lavoro. La riunione, nella sede del ministero in via Flavia, è stata convocata dal ministro Fornero che ha dato ai sindacati una sorta di ultimatum in vista del tavolo a Palazzo Chigi in programma martedì. All'incontro, oltre a Fornero, hanno preso parte il viceministro Michel Martone, i segretari generali di Cgil, Susanna Camusso, di Cisl, Raffaele Bonanni, di Uil, Luigi Angeletti, e dell'Ugl, Giovanni Centrella. Sul tavolo diversi temi, e il nodo decisivo dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Al termine dell'incontro, impossibile raccogliere il parere dei partecipanti, usciti da una porta secondaria. Per iniziare l'incontro, le parti sociali hanno dovuto attendere che Elsa Fornero terminasse l'incontro con il Capo dello Stato, durato circa un'ora, a cui ha preso parte il premier Mario Monti.
UNA LUNGA GIORNATA - In ogni caso si tratta di ore decisive per la riforma del mercato del lavoro. La giornata era cominciata presto, in un vortice di contatti e di incontri alla vigilia del tavolo di martedì a Palazzo Chigi anche con il premier Mario Monti. I sindacati cercano una base comune, una mediazione sull'articolo 18, per evitare la rottura e andare avanti uniti. Mentre il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, esorta le stesse parti sociali perché «mostrino di intendere che è il momento di far prevalere l'interesse generale su qualsiasi interesse e calcolo particolare». Sarebbe «grave - dice - la mancanza di un accordo». E con il presidente della Repubblica, il premier Monti e il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, hanno avuto in serata un colloquio, incentrato proprio sulla riforma del mercato del lavoro. In vista dell'incontro di martedì con il governo, considerato decisivo per chiudere la partita, anche i leader di Cgil, Cisl e Uil si sono riuniti nella sede della Cgil per trovare una posizione comune sulla modifica dell'articolo 18. Tuttavia Susanna Camusso ha smentito l'esistenza di un documento condiviso sulla questione: «Non c'è». Così il segretario della Cgil, al termine dell'incontro con i leader di Cisl e Uil: «Si sta lavorando, si vedrà - ha aggiunto- ci continuiamo a sentire».
RIFORMA ENTRO LA SETTIMANA - Il fine settimana è stato segnato da dichiarazioni del governo che ha ribadito con il premier Mario Monti - che martedì presiederà il tavolo - e il ministro del Welfare, Elsa Fornero, la volontà di varare la riforma entro questa settimana, con o senza l'assenso delle parti sociali. I sindacati non hanno gradito la presa di posizione e hanno annunciato di non dare per scontato che l'accordo ci sarà dopo che la settimana scorsa sembrava che la cosa fosse sostanzialmente fatta.
L'ARTICOLO 18 - Nodo principale per i sindacati resta la modifica dell'articolo 18. Il modello sul quale punta il governo è quello tedesco. Il reintegro continuerebbe a essere garantito per i licenziamenti discriminatori. Possibile invece il licenziamento individuale per ragioni economiche a fronte di un indennizzo. Spetterà invece al giudice valutare, in caso di licenziamento per motivi disciplinari, se reintegrare il lavoratore o assegnargli un indennizzo. Si punta anche a velocizzare la durata delle cause del lavoro. Il leader della Uil, Luigi Angeletti, di solito dialogante, si è messo di traverso sulla possibilità che ci siano licenziamenti per motivi disciplinari. A favore di una mediazione a oltranza il leader Cisl, Raffaele Bonanni.
SCIOPERO DI DUE ORE - I metalmeccanici intanto hanno già deciso: due ore di sciopero da indire martedì in tutte le fabbriche contro ogni eventuale modifica dell'art. 18. È questa la proposta avanzata dal segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, al Comitato centrale riunito lunedì. «Proprio perché ad oggi le condizioni per un accordo positivo non le vediamo - ha spiegato Landini - perché le condizioni del Governo non sono accettabili e l'esecutivo vuole mettere mano all'art. 18, propongo che il Comitato centrale proclami per martedì almeno due ore di sciopero con modalità da definire in tutto il territorio nazionale per dire che non siamo disponibili ad accettare una modifica dell'art. 18. L'art. 18 non si può mettere in discussione».
LA CONDIVISIONE DELLE IMPRESE - «Tutti auspichiamo la massima condivisione, ma è in primo luogo necessario il consenso delle imprese». A sostenerlo è l'ex ministro del welfare Maurizio Sacconi, che ne ha parlato a Modena a margine della commemorazione di Marco Biagi. La riforma, secondo Sacconi, «deve aumentare la propensione ad intraprendere ed assumere nonostante le aspettative incerte, sono le imprese a dover essere innanzitutto convinte dell'utilità di questa riforma, se non fossero convinte non ho capito chi dovrebbe assumere e intraprendere: non certo i sindacati».
Redazione Online19 marzo 2012 | 23:51© RIPRODUZIONE RISERVATA
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