Legalita', diritti umani e coscienza civica?
Cronaca Lunedì, 23 Marzo 2009 11:14
A partire dall'origine dei tempi, quando l'uomo si è eretto sulle proprie gambe ed ha deciso di conquistare e dominare il mondo e sino ai giorni nostri, la storia dell'umanità, così come noi la conosciamo è stata troppo spesso caratterizzata dal male e dalle ingiustizie, attraverso uno spudorato uso del potere e della violenza, contro i diritti naturali dell'essere umano, anche e soprattutto con l'uso delle condanne a morte.
All'inizio del 3° millennio, la pena capitale non è più una realtà in Europa. Quando la Risoluzione del 1998 venne presentata, in aprile, per la prima volta venne raggiunta un'assoluta maggioranza all'interno della Commissione per i Diritti Umani per la lotta contro la pena capitale nel mondo. La stessa Commissione stabilì anche successivamente che "l'abolizione della pena capitale contribuisce all'accrescimento della dignità umana e al progressivo sviluppo dei diritti umani" chiedendo ai Paesi mantenitori di "dichiarare una moratoria sulle esecuzioni in vista della totale abolizione della pena di morte".
Dato l'alto numero di moratorie in atto nel mondo e di abolizioni de facto, sappiamo che le cose si stanno muovendo nella giusta direzione. La posizione chiara presa dagli organismi più importanti che si occupano di diritti umani all'interno delle Nazioni Unite non può essere ignorata. Nell'appello indirizzato alle Nazioni Unite, presentato nel 1999, per una moratoria sulle esecuzioni si legge: "Dopo l'abolizione della schiavitù e della tortura, il diritto a non essere uccisi in seguito ad una sentenza legale potrebbe rappresentare un altro comune denominatore, un nuovo inalienabile aspetto dell'essere umano che ci rende una famiglia". Anche se questo problema è stato affrontato dalle Nazioni Unite, molti stati utilizzano ancora la pena di morte come metodo per affrontare la criminalità. Negli Stati Uniti, che si considerano civili e democratici, la pena di morte è ancora in vigore, ed è per questo che sono sorte numerose associazioni che promuovono l'abolizione di tale pena.
Tra queste ricordiamo la Coalizione Italiana contro la pena di morte di cui fa parte la dottoressa Michela Mancini che dal 94' svolge un'attività di corrispondenza con i detenuti del Texas. Non solo sostiene con la sua presenza le famiglie dei detenuti con i quali ha rapporti di corrispondenza e spesso ha assistito personalmente ad esecuzioni di detenuti. L'esperienza che ha maggiormente ferito la sua coscienza di donna libera è stata quella di un suo corrispondente: Richard Jonse che per non far si che la sorella, colpevole di omicidio, fosse giustiziata, si è dichiarato colpevole, si è auto denunciato subendo la relativa esecuzione. Sei mesi dopo è stata riconosciuta la sua innocenza.
Di casi simili a quelli di Richard Jonse se ne possono raccontare tanti. Ogni uomo ha diritto a difendersi o a essere difeso e nessuno, in nome della giustizia, può togliere la vita a un suo simile. In nome di questo principio la Coalizione Italiana contro la pena di morte si prefigge un'opera di prevenzione del crimine lavorando sul territorio e un’opera di sensibilizzazione. Per tali motivi è nato un corso di formazione gratuito rivolto a cittadini e volontari che operano o intendono operare all'interno di molteplici e diversificati settori del volontariato o che vogliono semplicemente saperne di più sulla legalità, sui diritti umani e sulla coscienza civica. Il corso mira a sviluppare la coscienza civica di cittadini e volontari, per prepararli al volontariato nella vita sociale, intendendo per volontariato un percorso di formazione utile anche ai fini della costruzione di un cammino personale di legalità e di rispetto altrui nella vita di ogni giorno, svolta nel proprio territorio di appartenenza.
Il corso prevede un percorso teorico e uno pratico e si terrà a Pozzuoli presso il centro "Città Dell'Essere", meglio conosciuto come Open Center, situata in via Celio Rufo 20, avrà inizio il 20 marzo e sarà diretto dalla dottoressa Mancini con la collaborazione di docenti esperti, provenienti dal mondo del volontariato. A fine corso gli allievi riceveranno un attestato di frequenza, valido per l'ottenimento di crediti formativi e per il rafforzamento delle competenze nel proprio curriculum vitae. Inoltre, entro la fine del corso si terrà un convegno dove interverranno le istituzioni.





