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Sito di Liternum: in frantumi una lapide commemorativa
Cronaca Giovedì, 08 Settembre 2011 10:03

GIUGLIANO (NA) - Finisce in frantumi una delle tre lapidi commemorative
del sito di Liternum. Non c’è pace per quello che fu il luogo scelto da
Scipione l’Africano, per trascorrervi gli ultimi anni della propria vita
lontano dall’ingrata “Patria” Roma. La scoperta del danno è avvenuta
stamattina quando sono stati prelevati i rifiuti che seppellivano tutto.
In una verifica dell’accaduto, compiuta dalla Pro Loco Litorale Domitio a
cui è affidata la gestione del Parco, è emerso che l’increscioso episodio
è avvenuto lunedì 31 agosto. Un mezzo bobcat del Servizio di N.U. al
lavoro di prelievo dei rifiuti nei pressi della lapide, ha urtato e
mandato in frantumi la lastra di marmo bianco dedicata al sito scelto da
Publio Cornelio Scipione. Il fatto ha destato notevole indignazione tra i
residenti di Lago Patria non tanto per l’incidente, certamente
involontario dell’operatore ecologico, che manovrava la ruspa, ma perché
da anni l’intera zona è divenuta punto di deposito dei rifiuti e negli
ultimi tempi, con l’acuirsi dell’emergenza, il cumulo di sacchetti ha
assunto dimensioni enormi. Di qui la necessità di utilizzare la ruspa per
il prelievo dei sacchetti da parte della ditta incaricata del servizio di
nettezza urbana. “La distruzione della lapide dedicata a Scipione
l’Africano, è l’ennesimo fatto che si aggiunge allo stato di incuria e
degrado in cui versa l’intera zona”.- dice amareggiato Gino De Martino,
presidente della Pro Loco, a cui è affidata la custodia del Parco di
Liternum. Tra l’altro la lapide e l’area circostante, nei mesi scorsi era
già stata al centro di polemiche allorquando le TV nazionali e regionali,
per documentare l’emergenza rifiuti nella provincia di Napoli, avevano
filmato l’area piena di rifiuti affermando, che fosse interna al Parco
Archeologico di Liternum. I servizi televisivi erano stati contestati
dalla Pro Loco Litorale Domitio la quale aveva dovuto chiarire che la zona
inquadrata dalle telecamere, era situata, invece, in via Lago Patria e non
all’interno del Parco. Chi aveva effettuato le riprese era incappato
nell’errore, per la presenza delle tre lapidi collocate dalla Provincia di
Napoli e dal Banco di Napoli. Da lunedì scorso, dunque, in attesa che chi
ha competenza rimuova i frantumi, le lapidi sono due ed entrambe poste sul
lato destro della strada che consente di entrare nella traversa in cui è
situato anche il capolinea degli autobus della CTP. Intanto resta ancora
nel tunnel delle mancate decisioni la sorte dell’area retrostante la
lapide, che nei progetti dovrebbe ospitare un Museo per la raccolta dei
reperti ritrovati nel sito di Liternum e nell’area giuglianese. Sino a due
anni fa la zona ospitava lo scheletro di un fabbricato abusivo abbattuto a
colpi di ruspe della legalità. Una volta ripulite le macerie, la
Soprintendenza effettuò dei saggi del sottosuolo, rinvenendo a pochi
centimetri di profondità, i resti di mura romane e cocci di vasellame.
Immediatamente l’area venne interdetta e recintata. Da allora, purtroppo
c’è da dire che nessun passo in avanti è stato compiuto e l’intera area
oggi ospita una fitta ed alta boscaglia in cui è possibile ritrovare topi,
rifiuti solidi, plastica ed altro materiale di risulta. “Non è dato sapere
quando il museo archeologico verrà realizzato, eppure i fondi sono
giacenti da anni. E’ difficile individuare responsabilità da parte del
Comune e della Soprintendenza ma tant’è che la zona di accesso all’area di
interesse archeologico versa nel degrado più sconfortante.- sottolinea il
presidente della Pro Loco- Potremmo anche sorvolare sul destino della
lapide, non potremo mai farlo su quello dell’intera area. Cercheremo i
responsabili di tanti ritardi e di tanta incuria e, nelle more delle
denunce eventuali, li indicheremo al pubblico affinché la cittadinanza li
possa conoscere”.
(c..s)
(c..s)
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