PD: verso il congresso
Politica Lunedì, 13 Luglio 2009 18:55
POZZUOLI (NA) – Bersani parte da Pozzuoli per le prossime primarie di Ottobre, parte dal luogo dove proprio in questi giorni si è tenuta un’assemblea pubblica per fare il punto della situazione locale. Infatti giovedì scorso, giorno 9 luglio, presso un noto Hotel sulla cima della Solfatara il gruppo consiliare del PD ha incontrato cittadini, simpatizzanti, iscritti e trascorsi dirigenti di partito. Così come il sindaco della città dopo un anno ha fatto la sua “verifica” di giunta, allo stesso modo il gruppo consiliare fa i conti dell’operato di una minoranza ostacolata a fare la sua parte per rapporti di lacerazione interni da chiarire. Una sala abbastanza gremita ha visto il passaggio dell’ex sindaco Vincenzo Figliolia, di ex amministratori come Buono, Giacobbe e Amato, ex consiglieri come Buonanno, D’Oriano, Antonello Artiaco, Gennaro Fumo, e Franco Cammino. Anche un’assenza strana, come quella di Tito Fenocchio, ed una presenza che ha lasciato molti a bocca aperta: la ricomparsa, dopo quasi due anni, sul palcoscenico della politica del centrosinistra puteolano, di Filippo Lucignano. Ha inaugurato la pubblica assemblea Luigi Manzoni, vicecapogruppo del PD che ha così spiegato: “Stasera siamo qui con un’intenzione, che noi come gruppo consiliare abbiamo avvertito come un dovere istituzionale, cioè quello di esporre il nostro operato in quest’ultimo anno. Il fronte interno è stato il più difficile da combattere, e questo è stato costituito dall’inadeguatezza del partito, dalle ambiguità di iscritti che allo stato militano nel centro destra. Oggi la città ha bisogno di un partito con un percorso da seguire. Sembra scontato parlare di organizzazione verso il congresso. Non lo è. È una strada tutta in salita perché fino ad oggi nessun principio democratico è stato rispettato. Il PD è diventato una terra di conquista della destra, che oggi costruisce maggioranze alternative a quelle iniziali, parassitando i consensi estorti agli elettori di centrosinistra dalla figura politica più alla moda a Pozzuoli, il voltagabbana. Ora abbiamo bisogno di un coordinamento temporaneo che ci porti al congresso cittadino per il mese di settembre.” Dopo l’intervento dell’ing. Manzoni è stata poi la volta della consigliera Elena Di Gennaro: “ Il discorso partitico non può essere virtuale, bisogna tornare a parlare con la gente, c’è bisogno di un confronto continuo tra dirigenza politica, amministratori, iscritti e cittadini. L’ultima tornata elettorale ha dimostrato che esistiamo, ma è una cosa diversa dall’essere.” Anche dal discorso della Di Gennaro il filo conduttore della proposta che emerge è lo stesso descritto poco prima da Luigi Manzoni: creare un coordinamento temporaneo per il congresso del 19 e 20 settembre, per l’assemblea costitutiva e l’elezione del direttivo. Procolo Artiaco, candidato alle ultime elezioni provinciali, ha esordito dicendo: “Mi prendo l’80% delle responsabilità per il mancato decollo del partito, mi assumo anche quelle degli altri. Ma qui si parla di traditore solo per Filippo Monaco. Dimentichiamo Carlo Morra? Capogruppo del partito ci ha abbandonati poco prima delle elezioni. Molti tesserati attuali fanno capo a Morra e Monaco, e diventano un problema interno al partito stesso. Per regolamento noi non possiamo cacciarli, e sono una massa di tesserati che figurano poi in campagna elettorale sotto le guide dei due traditori. Si parla sempre troppo poco di Morra, eppure lui è il primo che resta in qualche modo ancorato al centro sinistra, facendo invece accordi con il centro destra, per tutelarsi un nome in commissione edilizia. Questa è la verità. C’è bisogno di una vera epurazione!” Non sono state dolci neanche le parole di Paolo Ismeno: “Quando un gruppo consiliare prende una scelta la si porta avanti, anche se non piace. Personalmente ho dovuto ingoiare molti bocconi amari, ma per il bene di una linea comune, l’ho fatto. La coesione è il primo elemento per fare politica e vincere le battaglie. Invece tra noi c’è chi discute per ore, si trova concorde con una linea, arriva in Consiglio e la boicotta (il riferimento chiaro ma taciuto ad Antonello D’Amico dopo i suoi ultimi voti in Consiglio Comunale per alcuni atti come l’emendamento Parco Bognar o il Difensore Civico di alcuni mesi fa). Per questo prima di arrivare ad un direttivo c’è bisogno che tutti abbiano idee chiare per il percorso da intraprendere.” E mentre qualcuno, come Salvatore Ceraldi, aveva proposto una nomina in quella stessa seduta per andare con un programma verso il Congresso autunnale, molti si sono opposti. Il coordinamento cittadino non è voluto da tutti negli stessi termini. Per la decisione, che si augura definitiva, si dovranno così aspettare ancora dieci giorni, entro i quali una nuova assemblea sarà convocata.





