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Bere acqua aiuta memoria, attenzione e concentrazione

gli studi

Bere acqua aiuta memoria,
attenzione e concentrazione

Giovani e bambini sono più soggetti alla disidratazione, una condizione che può alterare le prestazioni cognitive

Bere acqua aiuta memoria, attenzione e concentrazione
Sono numerosi gli studi che dimostrano come la giusta idratazione sia necessaria per mantenere alta attenzione e concentrazione e per potenziare le capacità mnemoniche. Al contrario, l’insufficiente idratazione può incidere negativamente non soltanto sulle prestazioni fisiche, ma anche su quelle cognitive. Gli effetti negativi di una scarsa idratazione possono essere diversi: in uno studio internazionale condotto su giovani sani si sono osservati segnali come vertigini e stanchezza, cui si associano riduzione della concentrazione, dell’attenzione e della memoria a breve termine. In un altro è stato evidenziato nei giovani “assetati” rallentamenti nel tempo di reazione, riduzione nell’efficienza aritmetica e nelle capacità viso-motorie. Conferma ulteriore è arrivata da un recente test condotto dai ricercatori della University of East London su un campione di 58 bambini tra i 7 e i 9 anni dal quale emerge come una corretta idratazione migliori significativamente l’attenzione visiva e la memoria.

LA MEMORIA - È bene ricordare che giovani e bambini sono maggiormente esposti al rischio di disidratazione rispetto agli adulti a causa del loro elevato rapporto tra superficie e massa corporea. Alcuni test psicologici, infine, indicano che una disidratazione pari al 2% del peso corporeo comporta una diminuzione significativa della memoria a breve e a lungo termine e dei tempi di reazione ad uno stimolo. In queste situazioni, affinché tutte le capacità intellettive ritornino alla normalità è sufficiente bere un bicchiere d’acqua o due. Quando si studia, inoltre, si ha bisogno della massima lucidità e reattività, a qualunque età. Per ottenere il massimo dell’efficienza cognitiva fondamentale è l’idratazione. Il cervello è l’organo a più alta percentuale d’acqua ed è l’acqua il principale aiuto che gli si può dare. Giocando con le parole si potrebbe dire che serve per mantenerlo “oliato”. In particolare i giovani, studenti di ogni ordine e grado, dalle elementari all’università dovrebbero ricordarsi di bere a sufficienza. Soprattutto sotto esame. Minimo un litro e mezzo di acqua al giorno. Soprattutto quando si è vicini ad un’interrogazione o ad un esame. Meglio se l’acqua è ricca di calcio, minerale utile alla trasmissione degli impulsi nervosi, di magnesio e sodio, per la regolazione del bilancio idrico. Di solito però gli italiani bevono poco, un 5% addirittura non tocca proprio l’acqua.

Mario Pappagallo15 marzo 2012 | 13:01© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte Corriere

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