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Il travaglio si allunga di due ore rispetto agli anni Sessanta
Salute Lunedì, 02 Aprile 2012 13:09
LA RICERCA
Il travaglio si allunga di due ore
rispetto agli anni Sessanta
Uno studio ha analizzato 40mila parti degli anni Sessanta confrontandoli con quasi 100mila degli ultimi anni
LA RICERCA – I ricercatori statunitensi del National Institutes of Health, provenienti da diverse cliniche universitarie del Paese, hanno confrontato i dati raccolti a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta (40mila parti tra il 1959 e il 1966) con quelli del decennio scorso (98mila parti tra il 2002 e il 2008) e constatato come negli ultimi cinquant’anni si sia notevolmente allungata la fase del travaglio, ovvero il momento precedente all’espulsione del bambino, dai primi centimetri di dilatazione del collo dell’utero fino alla dilatazione completa (circa 10 centimetri). Questi tempi, in media, sono di 2,6 ore in più per chi è al primo parto e di 2 ore circa oltre i tempi precedenti per chi è al secondo. I tempi invece della durata totale del travaglio, che a fine anni Cinquanta negli Stati Uniti erano di 4 ore, oggi sarebbero di 6,5. Senza dimenticare, ovviamente, che ogni travaglio è diverso e che spesso quelli delle primipare raggiungono anche le 12 o 14 ore.
NUOVE MAMME – Analizzando i dati, pubblicati ora sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology, emergono alcune differenze anche sulle condizioni delle partorienti. Intanto l’età media all’epoca del parto: negli Stati Uniti 50 anni fa era di 24 anni, oggi di 27. E ancora il peso della madre a fine gravidanza, che negli anni Sessanta era inferiore a oggi, con maggiori casi di sovrappeso negli ultimi anni rispetto al passato. Ancora, emergono le differenze anche psicologiche tra le primipare di due generazioni fa e quelle moderne: per le seconde, abituate a informarsi, anche attraverso internet, sui singoli momenti del parto, crescono i livelli di ansia rispetto al passato.
LE CAUSE – Gli stessi ricercatori americani non hanno dato una spiegazione univoca alla dilatazione dei tempi del travaglio degli ultimi anni, ma hanno evidenziato una serie di concause. Tra queste, di certo il ricorso all’anestesia epidurale, che allunga lievemente i tempi di travaglio, ha contribuito ai tempi lunghi, così come il peso maggiore dei neonati, e ancora, l’uso meno esteso del forcipe nei tempi moderni, o l’abitudine di portare la donna in sala travaglio, facendola camminare meno e stare sdraiata, monitorandone livelli e contrazioni. D’altro canto però, l’uso maggiore del parto cesareo e di ossitocina o gel per indurre le contrazioni, hanno invece accorciato le medie. Quel che è chiaro, nonostante travagli più lunghi e mamme più ansiose, è che molti passi sono stati fatti invece, all’interno dei reparti di ostetricia degli ospedali di tutto il mondo, per garantire a mamma e bambino cure e attenzioni totali.
Eva Perasso2 aprile 2012 | 12:39© RIPRODUZIONE RISERVATA
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