CRONACA
Durante l'operazione catturate 27 persone
Blitz antimafia tra Sicilia e gli States

PALERMO - Un blitz antimafia è scattato in contemporanea a Palermo, New
York e Miami.
L'operazione condotta dagli uomini del Servizio operativo centrale (Sco) della Polizia, della squdra mobile di Palermo e dell'Fbi ha portato a venti arresti in Sicilia, sette negli Stati Uniti. La polizia italiana e l'Fbi ritengono di avere bloccato alcuni dei nuovi vertici di Cosa nostra palermitana e delle famiglie americane dei Gambino e dei Colombo.
L'operazione, denominata 'Paesan Blues', è stata coordinata dalla Procura di Palermo che ha emesso provvedimenti di fermo nei confronti dei 21 indagati accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, riciclaggio, estorsione, tentato omicidio, traffico di droga e altro.
Altre sei persone in manette negli States. Nel corso delle perquisizioni sono state recuperate tre pistole e diversa documentazione relativa alle estorsioni compiute dagli indagati nei confronti di diversi commercianti.
Le indagini coordinate dalla Procura del capoluogo siciliano hanno svelato che da mesi, ormai, è intervenuto un profondo cambiamento negli equilibri dell'organizzazione mafiosa: nei posti chiave di Cosa nostra sarebbero tornati vecchi cognomi legati allo schieramento dei cosiddetti "perdenti" della guerra di mafia di inizio anni Ottanta. Al centro dell'inchiesta la "famiglia" di Santa Maria di Gesù tornata sotto la guida di Gioacchino Corso, e del fratello Giampaolo, entrambi arrestati.
Ad eseguire le disposizioni dei due boss altri due esponenti di vecchia data dell'organizzazione mafiosa come Giuseppe Lo Bocchiaro, condannato per l'omicidio di Pietro Marchese, assassinato nell'82 mentre era detenuto all'Ucciardone, nell'ambito della guerra di mafia. A Pietro Pilo, uomo di fiducia del boss storico Cosimo Vernengo, con cui ha gestito importanti traffici di droga, era stata assegnata invece la gestione della cassa dell'organizzazione.
Questi i 21 fermati dai pm palermitani: Leonardo Algeri, 31 anni, Giovanni Burgarello, 43 anni, Andrea Casamento, 32anni, Massimiliano Castelluccio, 32 anni, Gaetano Castelluccio, 31 anni, Massimiliano Codiglione, 42 anni, Gianpaolo Corso, 38 anni, Gioacchino Corso, 43 anni, Giuseppe Di Maio, 33 anni, Umberto Di Cara 25 anni, Claudio Faldetta, 24 anni, Francesco Guercio, 32 anni, Giuseppe Lo Bocchiaro, 50 anni, Salvatore Luisi, 22 anni, Massimo Mancino, 33 anni, attualmente detenuto nel carcere Ucciardone a Palermo, Pietro Pilo, 49 anni, Girolamo Rao, 38 anni, Roberto Settineri, 42 anni, residente a Miami (Usa), Giovanni Lo Verde, 71 anni, Pietro Gandolfo, 41 anni, (questi indagati sono tutti palermitani), Gaetano Di Giulio, 35 anni, di Caltanissetta.
(Foto dalla rete)
L'operazione condotta dagli uomini del Servizio operativo centrale (Sco) della Polizia, della squdra mobile di Palermo e dell'Fbi ha portato a venti arresti in Sicilia, sette negli Stati Uniti. La polizia italiana e l'Fbi ritengono di avere bloccato alcuni dei nuovi vertici di Cosa nostra palermitana e delle famiglie americane dei Gambino e dei Colombo.
L'operazione, denominata 'Paesan Blues', è stata coordinata dalla Procura di Palermo che ha emesso provvedimenti di fermo nei confronti dei 21 indagati accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, riciclaggio, estorsione, tentato omicidio, traffico di droga e altro.
Altre sei persone in manette negli States. Nel corso delle perquisizioni sono state recuperate tre pistole e diversa documentazione relativa alle estorsioni compiute dagli indagati nei confronti di diversi commercianti.
Le indagini coordinate dalla Procura del capoluogo siciliano hanno svelato che da mesi, ormai, è intervenuto un profondo cambiamento negli equilibri dell'organizzazione mafiosa: nei posti chiave di Cosa nostra sarebbero tornati vecchi cognomi legati allo schieramento dei cosiddetti "perdenti" della guerra di mafia di inizio anni Ottanta. Al centro dell'inchiesta la "famiglia" di Santa Maria di Gesù tornata sotto la guida di Gioacchino Corso, e del fratello Giampaolo, entrambi arrestati.
Ad eseguire le disposizioni dei due boss altri due esponenti di vecchia data dell'organizzazione mafiosa come Giuseppe Lo Bocchiaro, condannato per l'omicidio di Pietro Marchese, assassinato nell'82 mentre era detenuto all'Ucciardone, nell'ambito della guerra di mafia. A Pietro Pilo, uomo di fiducia del boss storico Cosimo Vernengo, con cui ha gestito importanti traffici di droga, era stata assegnata invece la gestione della cassa dell'organizzazione.
Questi i 21 fermati dai pm palermitani: Leonardo Algeri, 31 anni, Giovanni Burgarello, 43 anni, Andrea Casamento, 32anni, Massimiliano Castelluccio, 32 anni, Gaetano Castelluccio, 31 anni, Massimiliano Codiglione, 42 anni, Gianpaolo Corso, 38 anni, Gioacchino Corso, 43 anni, Giuseppe Di Maio, 33 anni, Umberto Di Cara 25 anni, Claudio Faldetta, 24 anni, Francesco Guercio, 32 anni, Giuseppe Lo Bocchiaro, 50 anni, Salvatore Luisi, 22 anni, Massimo Mancino, 33 anni, attualmente detenuto nel carcere Ucciardone a Palermo, Pietro Pilo, 49 anni, Girolamo Rao, 38 anni, Roberto Settineri, 42 anni, residente a Miami (Usa), Giovanni Lo Verde, 71 anni, Pietro Gandolfo, 41 anni, (questi indagati sono tutti palermitani), Gaetano Di Giulio, 35 anni, di Caltanissetta.
(Foto dalla rete)
11/03/10 11:00
Luisa Casaletti
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