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POLITICA
"Lavori da dicembre". E' polemica
Berlusconi:"Via ai lavori del ponte sullo stretto"
ROMA- La pesante "eredita"' del debito pubblico non deve impedire la realizzazioni delle grandi opere che restano indispensabili per il Paese a cominciare dal Ponte sullo stretto di Messina i cui lavori inizieranno a fine anno. Silvio Berlusconi, davanti alla platea di dirigenti e azionisti delle societa' che gestiscono gli scali di Malpensa e Fiumicino, torna a vestire i panni dell'imprenditore. «A dicembre, massimo gennaio, inizieremo la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina». L’annuncio ufficiale è arrivato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che mercoledì mattina ha partecipato all’iniziativa «Due hub», ovvero i piani di investimento per Malpensa e Fiumicino, presentata oggi a Villa Madama dalle società che gestiscono i due scali, Sea e Adr.
Alitalia
Poi il premier ha parlato dello sviluppo del sistema aeroproturale italiano, sottolineando che «da parte del governo c'è l'impegno a garantire le infrastrutture di collegamento con gli aeroporti». Inoltre, «c'è l'impegno per Milano affinché le infrastrutture siano pronte per il 2015 quando sarà la vetrina dell'Italia in tutto il mondo». Il capo del governo ha poi commentato la situazione di Alitalia, definendola una compagnia «sicuramente avviata verso una gestione positiva che premia il coraggio di imprenditori che hanno saputo rischiare». «Siamo riusciti - ha sottolineato in particolare - a far restare l'Alitalia nelle nostre mani. La sfida sta per essere vinta, ho visto i risultati di Alitalia a ottobre e ci stiamo avviando verso una gestione positiva, che conferma la giustezza del progetto e premia il coraggio degli imprenditori che hanno saputo rischiare».
Incontro con Bossi
È stato confermato, intanto, l’incontro questa sera a cena a Palazzo Grazioli tra il Cavaliere e il leader della Lega Nord Umberto Bossi. L'obiettivo e' quello di "superare il gap infrastrutturale, della logistica e della mobilita"' che affligge il Paese e che rappresenta una vera propria "strettoia" che ha finora "impedito di sfruttare appieno le ricchezze" dell'Italia. Ostacoli che, aggiunge, se rimossi potrebbero consentire l'afflusso di un maggior numero di turisti e investitori stranieri. Certo, aggiunge con un occhio ai conti pubblici, si deve "fare i conti" con il debito che abbiamo "ereditato". Ma, sottolinea, questa zavorra "non deve impedirci di innovare e di rimuovere gli ostacoli" che si frappongono alla realizzazione di infrastrutture. Insomma, non deve "impedire di stimolare investimenti pubblici e privati verso cio' che e' piu' urgente". Il tempo, del resto, c'e'. E lui ci tiene a sottolinearlo: "Il governo - dice infatti - ha ancora davanti a se' un lungo tratto per essere operativo".
Realacci (Pd), opera faraonica e di dubbia utilità
E` un grande bluff. Investire un abnorme quantita' di denaro pubblico in un`opera faraonica e di dubbia utilita' come il Ponte sullo Stretto e' uno sfregio nei confronti dei cittadini del sud di Italia che hanno ben altre priorita'". Lo afferma Ermete Realacci, responsabile Ambiente del Pd, commentando le dichiarazioni di Silvio Berlusconi. Francantonio Genovese, segretario regionale del Pd in Sicilia, respinge l'idea della ripresa dei lavori per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, sostenendo che "la Sicilia, e il Sud hanno altre priorità". "Parlare poi della costruzione del ponte di Messina all'indomani di una tragedia ambientale con trenta morti e centinaia di sfollati è, tra l'altro, offensivo", secondo il pensiero di Genovese, perché "il nostro territorio ha bisogno di risorse per ripristinare i danni dell'abusivismo e per costruire infrastrutture veramente indispensabili". E le priorità, per Genovese, sono "strade e ferrovie che garantiscano la crescita delle nostre terre, non progetti faraonici, di dubbia attuazione, vere e proprie cattedrali nel deserto utili solo alla celebrazione di un governo del fare che in realtà sa fare solo annunci".
"Berlusconi vuole sperperare i soldi dei cittadini italiani mentre la vera priorità dell'Italia e del Sud, come ha dimostrato la recente tragedia di Messina sono le infrastrutture da sempre inesistenti, come la messa in sicurezza del territorio e la lotta al dissesto, le ferrovie e gli acquedotti". Lo ha dichiarato il presidente dei Verdi Angelo Bonelli.
"Sta per partire un'opera faraonica contro il buon senso, assolutamente non prioritaria per il Sud che in realtà ha bisogno di ben altre infrastrutture". Il presidente dell' Idv al Senato, Felice Belisario critica l'annuncio di Berlusconi e chiede che le risorse destinate al Ponte siano indirizzate "al risanamento e alla messa in sicurezza del territorio al fine di evitare un'altra sciagura" come quella avvenuta il 2 ottobre a Messina, sostenendo che "il resto è solamente mera propaganda. "Si tratta - sostiene Belisario - di una vera e propria cattedrale nel deserto che collegherà il nulla con il nulla se il Governo non provvederà subito a varare misure volte a potenziare tutte le infrastrutture che interessano lo Stretto, a partire dalla rete ferroviaria e da quella stradale. Tra l'altro, in una zona ad alto rischio idrogeologico, già devastata dal terremoto e dalla recente alluvione, è quanto meno poco prudente realizzare un'opera così imponente". CANTIERE PRINCIPALE ENTRO 2010
Per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina "entro il 2010 parte il cantiere principale". Lo ha detto Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina e commissario per la realizzazione dell'opera, a margine della presentazione dei piani di sviluppo di Adr e Sea per la quale il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha parlato anche del progetto del ponte. Prima dell'apertura del cantiere principale partono altri "lavori propedeutici" ha detto Ciucci, spiegando per esempio che verrà spostata la linea ferroviaria a Villa San Giovanni. "Lavori di intesa con Ferrovie che verranno fatti da Stretto di Messina". Ad oggi, ha detto Ciucci, "siamo entrati nella fase finale della progettazione esecutiva: l'obiettivo è impegnativo ma ci siamo impegnati. Per questa prima fase ci sono circa 30 milioni di euro disponibili, e sono previste altre opere a terra anche in Sicilia". Dei sei miliardi di investimento, "un terzo riguarda opere a terra che si possono anticipare".
14/10/09 19:01
Olga Iacuaniello

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