POLITICA
E' ufficiale: termina il sodalizio politico durato 17 anni
Berlusconi rompe definitivamente con Fini

ROMA - Il rapporto politico tra il Presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, ed il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ovvero i 2
cofondatori del Popolo della Libertà, si è ufficialmente
concluso.
La storia del sodalizio durato ben 17 anni giunge al termine dopo la votazione del documento dell'ufficio politico firmato da 33 membri su 36 che non solo sottolinea l'impossibilità di proseguire insieme l'avventura del più grande partito d'Italia, ma che 'sfiducia' Fini nel ruolo di Presidente della Camera.
Berlusconi, leggendo ai cronisti il documento dell'ufficio politico, parla di un "atteggiamento distruttivo" non prevedibile da parte del suo collega di partito, che ha spesso evidenziato "un profilo politico di opposizione al governo, al partito ed alla persona del Presidente del Consiglio".
Berlusconi non si è fermato, citando anche l'"assoluta incompatibilita' delle posizioni dell'On. Fini con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l'attività politica del Popolo della Libertà'', fino all'accusa frontale di "critica demolitoria", nei confronti delle decisioni del Governo. Inoltre, il 'cavaliere' ha annunciato il deferimento dei probiviri 'finiani', Bocchino, Briguglio e Granata.
Gianfranco Fini che risponderà nelle prossime ore, ha già chiarito che non intende affatto lasciare la terza carica dello Stato.
Il terremoto nel centrodestra provocato dalla insanabile frattura dei suoi leader, ha portato inoltre alle dimissioni di ben 34 deputati e 14 senatori finiani.
Il sito di Generazione Italia, comunica nel frattempo che i nuovi gruppi parlamentari formati dai fedelissimi dell'ex leader An, si chiameranno 'Futuro e libertà per l'Italia'.
Dall'opposizione si chiede a gran voce, ed in maniera unanime, che il Presidente del Consiglio riferisca in Parlamento di tutto ciò che sta accadendo in seno alla maggioranza di Governo, sottolineando attraverso il segretario del Pd, Pierl Luigi Bersani, che siamo di fronte "ad una crisi che non é del Pdl ma del governo".
Mentre in aula, Fabrizio Cicchitto ha chiesto stamane, le dimissioni di Fini, a sinistra già aprono ad un governo di transizione, e difendono il Presidente della Camera dagli attacchi degli esponenti del Pdl.
Cicchitto ha inoltre spiegato ai suoi colleghi di Montecitorio: "Certamente si è aperta una questione seria all'interno del Pdl, ma non ci sono ragioni perché il presidente del Consiglio venga a riferire in Parlamento", in quanto "la maggioranza che sostiene il governo c'é ed è salda".
L'offensiva di Berlusconi è terminata, ora si aspetta la risposta di Gianfranco Fini, che dall' Hotel Minerva a Roma, dovrebbe tenere nei prossimi minuti una conferenza stampa.
(Foto dalla rete)
La storia del sodalizio durato ben 17 anni giunge al termine dopo la votazione del documento dell'ufficio politico firmato da 33 membri su 36 che non solo sottolinea l'impossibilità di proseguire insieme l'avventura del più grande partito d'Italia, ma che 'sfiducia' Fini nel ruolo di Presidente della Camera.
Berlusconi, leggendo ai cronisti il documento dell'ufficio politico, parla di un "atteggiamento distruttivo" non prevedibile da parte del suo collega di partito, che ha spesso evidenziato "un profilo politico di opposizione al governo, al partito ed alla persona del Presidente del Consiglio".
Berlusconi non si è fermato, citando anche l'"assoluta incompatibilita' delle posizioni dell'On. Fini con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l'attività politica del Popolo della Libertà'', fino all'accusa frontale di "critica demolitoria", nei confronti delle decisioni del Governo. Inoltre, il 'cavaliere' ha annunciato il deferimento dei probiviri 'finiani', Bocchino, Briguglio e Granata.
Gianfranco Fini che risponderà nelle prossime ore, ha già chiarito che non intende affatto lasciare la terza carica dello Stato.
Il terremoto nel centrodestra provocato dalla insanabile frattura dei suoi leader, ha portato inoltre alle dimissioni di ben 34 deputati e 14 senatori finiani.
Il sito di Generazione Italia, comunica nel frattempo che i nuovi gruppi parlamentari formati dai fedelissimi dell'ex leader An, si chiameranno 'Futuro e libertà per l'Italia'.
Dall'opposizione si chiede a gran voce, ed in maniera unanime, che il Presidente del Consiglio riferisca in Parlamento di tutto ciò che sta accadendo in seno alla maggioranza di Governo, sottolineando attraverso il segretario del Pd, Pierl Luigi Bersani, che siamo di fronte "ad una crisi che non é del Pdl ma del governo".
Mentre in aula, Fabrizio Cicchitto ha chiesto stamane, le dimissioni di Fini, a sinistra già aprono ad un governo di transizione, e difendono il Presidente della Camera dagli attacchi degli esponenti del Pdl.
Cicchitto ha inoltre spiegato ai suoi colleghi di Montecitorio: "Certamente si è aperta una questione seria all'interno del Pdl, ma non ci sono ragioni perché il presidente del Consiglio venga a riferire in Parlamento", in quanto "la maggioranza che sostiene il governo c'é ed è salda".
L'offensiva di Berlusconi è terminata, ora si aspetta la risposta di Gianfranco Fini, che dall' Hotel Minerva a Roma, dovrebbe tenere nei prossimi minuti una conferenza stampa.
(Foto dalla rete)
30/07/10 15:06
Paolo Taglialatela
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