SPORT ALTRO
Il c.t. della Nazionale di ciclismo è morto in un incidente durante un Rally
E' morto Franco Ballerini

RONDE DI LARCIANO (PT) - E' morto affrontando un'altra sfida, una delle
tante affrontate nella sua vita e forse, con quel pizzico d'incoscienza
che lo contraddistingueva, non c'avrebbe mai pensato potesse finire così. Franco
Ballerini (foto a sinistra), c.t. della nazionale italiana di
ciclismo, è morto ieri pomeriggio, in seguito ad un incidente
durante il Rally Ronde di Larciano, provincia di Pistoia. Faceva da
navigatore al pilota toscano Alessandro Ciardi, a bordo di una Renault New
Clio Sport R3, con la quale i due si sono violentemente schiantati contro
un muro proprio con la fiancata dove si trovava Ballerini. Trasportato
d'urgenza all'ospedale di Pistoia, è deceduto per gravi lesioni
cerebrali e fratture alla base cranica, oltre a quelle riportate al
torace e alla gamba sinistra. Illeso, invece il pilota.

la carriera - Era un vincente, Franco Ballerini, sia da atleta che
da tecnico. Ciclista da classiche, tante le affermazioni,specie per un
passista non male in volata, come lui. Ma soprattutto la sua carriera è
legata alla "classica delle classiche", la Parigi-Roubaix,
vinta due volte, nel 1995 e nel 1998, più un secondo posto,
un terzo, un quinto ed un sesto, su ben tredici partecipazioni. Per suo
amore, è stato insignito anche della cittadinanza onoraria
nella piccola cittadina di Roubaix.
Da selezionatore, poi, è forse il suo capolavoro. Si insidia nel 2001, appena finita la carriera, in sella alla bici, succedendo al suo grande "maestro", Alfredo Martini (foto a destra) e già l'anno dopo ottiene la prima vittoria mondiale, grazie a Mario Cipollini, che in volata vince il titolo a Zolder in Austria. L'ultima affermazione nel 2008, con Alessandro Ballan a Varese.
Prima però, è stato il turno del grande Paolo Bettini, amico di una vita, che forse proprio Ballerini ha reso un'immortale esempio di questo sport: ad Atene nel 2004 è oro olimpico, poi a Salisburgo nel 2006 ed a Stoccarda nel 2007 è Campione del Mondo.
Una carriera da vincente, non c'è che dire, una carriera di cui, forse, la parola "fango" ne è il filoconduttore. Il fango della Roubaix, la corsa che lo ha reso celebre e che lo ha fatto amare. Il fango in cui è caduto ormai il ciclismo tutto, e dal quale lui ha sempre cercato di far riemergere chi c'era caduto. Il fango del Rally, altra passione. Lui, però, nel fango c'è finito, ma mai con disonore, anzi.
Grazie Franco, immortale nei cuori e nelle menti.
(foto dalla rete)
Da selezionatore, poi, è forse il suo capolavoro. Si insidia nel 2001, appena finita la carriera, in sella alla bici, succedendo al suo grande "maestro", Alfredo Martini (foto a destra) e già l'anno dopo ottiene la prima vittoria mondiale, grazie a Mario Cipollini, che in volata vince il titolo a Zolder in Austria. L'ultima affermazione nel 2008, con Alessandro Ballan a Varese.
Prima però, è stato il turno del grande Paolo Bettini, amico di una vita, che forse proprio Ballerini ha reso un'immortale esempio di questo sport: ad Atene nel 2004 è oro olimpico, poi a Salisburgo nel 2006 ed a Stoccarda nel 2007 è Campione del Mondo.
Una carriera da vincente, non c'è che dire, una carriera di cui, forse, la parola "fango" ne è il filoconduttore. Il fango della Roubaix, la corsa che lo ha reso celebre e che lo ha fatto amare. Il fango in cui è caduto ormai il ciclismo tutto, e dal quale lui ha sempre cercato di far riemergere chi c'era caduto. Il fango del Rally, altra passione. Lui, però, nel fango c'è finito, ma mai con disonore, anzi.
Grazie Franco, immortale nei cuori e nelle menti.
(foto dalla rete)
08/02/10 11:46
Alessandro Natale
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