BOLOGNA – A volte ritornano. Dopo li processo di Calciopoli ci si augurava che personaggi del genere non sarebbero rientrati mai più nel mondo del calcio. Evidentemente la memoria corta, o il bisogno disperato di “irrompere” prepotentemente sul mercato da parte di presidenti (leggasi presidentessa) desiderosi di riscattare un 'annata anonima, possono portare a trascurare quanto di negativo compiuto da un personaggio di questo calibro che, come ricordiamo, è ancora coinvolto nei tortuosi sviluppi del processo post-Calciopoli. Gli attori principali in questo caso sono due: da una parte la presidentessa del Bologna Francesca Menarini, che ha prelevato la squadra nel settembre scorso e che in questa finestra di mercato si è mossa davvero poco, raggiungendo il solo risultato del rinnovo del contratto del vicecannoniere Marco Di Vaio. Dall'altra Luciano Moggi, un passato dietro le scrivanie, tra le altre, di Roma, Napoli e Juventus che, come ricordato pocanzi, è stato il protagonista principale del maxi scandalo di Calciopoli, che costò ai bianconeri la storica retrocessione in serie B e l'annullamento di due tricolori. A quanto sembra, il Bologna avrebbe offerto un incarico dirigenziale a “Lucky Luciano”, che andrebbe a ricoprire il ruolo di consulente esterno del mercato rossoblu, affiancando Franco Ceravolo, probabile nuovo direttore sportivo. Sul web, intanto, cresce la rabbia dei tifosi: in tanti, infatti, si chiedono com'è possibile pensare di reintegrare un uomo che ha fatto del calcio il suo giocattolo personale, arrivando a truccare partite, risultati e compravendita di giocatori. In tanti scrivono frasi simili a questa: “hai provato di uccidere il calcio, ora non pensare di tornare”.
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