POLITICA
In Consiglio gli lanciano frecciate velenose
Il sindaco potrebbe perdere la fascia tricolore

POZZUOLI (NA) - Dalle dichiarazioni di voto riguardanti l'incompatibilità
del sindaco Giacobbe, ordinata dal Prefetto, che si evidenzia e si
accentua la crisi politica che va a colpire l'amministrazione puteolana.
L'ennesima. Appena tre mesi dopo la tregua avvenuta con l'intervento del
coordinatore provinciale del PDL, Luigi Cesaro. La condizione di
incompatibilità sembra essere solo la goccia che riesce a far traboccare
un vaso ormai troppo colmo: alleanze che non permettono lo svolgersi
dell'attività amministrativa senza fare prima le dovute divisioni
politiche, dirigenti da un lato, nomine dall'altro. E poi la futura
candidatura di Giacobbe al Consiglio Regionale, che mette, con
un'eventuale elezione, in forse il continuo di quest'amministrazione, la
sua naturale durata, che termina nel 2013. Un rospo troppo grosso da
digerire da chi ha messo forza e faccia nella grande coalizione che lo ha
eletto sindaco.
Il Consiglio del 4 febbraio ha avuto inizio con la richiesta di voto, arrivata dalla Prefettura e letta dal presidente Pollice. Tanti gli interventi, per una questione portata non per la prima volta in Consiglio comunale. Infatti già due volte in assise puteolana era arrivata la contestazione. Nell'ultima occasione, settembre 2009, la maggioranza di Giacobbe, dodici consiglieri, aveva respinto la cuasa di incompatibilità. Di questo verbale l'opposizione non era a conoscenza. Ha provveduto il PD a trasferire l'incartamento al Prefetto di Napoli. Lo stesso Partito Democratico che ieri si è chiesto a quale farsa si stesse prendendo atto.
Il Consiglio del 4 febbraio ha avuto inizio con la richiesta di voto, arrivata dalla Prefettura e letta dal presidente Pollice. Tanti gli interventi, per una questione portata non per la prima volta in Consiglio comunale. Infatti già due volte in assise puteolana era arrivata la contestazione. Nell'ultima occasione, settembre 2009, la maggioranza di Giacobbe, dodici consiglieri, aveva respinto la cuasa di incompatibilità. Di questo verbale l'opposizione non era a conoscenza. Ha provveduto il PD a trasferire l'incartamento al Prefetto di Napoli. Lo stesso Partito Democratico che ieri si è chiesto a quale farsa si stesse prendendo atto.

Ha dato il via alle danze Paolo Ismeno: "Come mai stiamo qua? Cosa è
questo? Mi pare di capire che la contestazione al sindaco affinché
prendesse atto dell'art 69 (che precisa lo stato di incompatibilitù) è
stato più volte discusso. Io e Di Somma ponemmo in atto l'incompatibilità,
che ci è ricordata dalla legge. Il sindaco in quell'occasione ci disse di
"vergognarci" per quello che stavamo facendo. Allora, oggi che a Giacobbe
lo sta chiedendo Pansa, anche questi deve vergognarsi secondo il sindaco?
E il Prefetto non conosceva neanche il verbale del Consiglio durante il
quale noi dell'opposizione abbiamo sollevato la contestazione e voi
maggioranza avete votato quasi come se aveste il potere di modificare la
legge. Noi non siamo parlamentari! Il sindaco a dimostrazione della
propria forza, in quell'occasione del 17 settembre, dove la sua
maggioranza non c'era, per una delle sue tante crisi, ha messo a voto la
sua incompatibilità, cercando di superare la legge e cercando di
dimostrare di avere la maggioranza. Ma questa volta gli è andata male,
esagerando è caduto. Sono trascorsi due anni in una condizione di
incompatibilità ed oggi non è neanche presente. Ha sempre detto che è
stato eletto per fare il sindaco e che ciò vuole fare. Ed io gli ho sempre
detto "onore al merito, la città ha bisogno di programmazione, andiamo
avanti". E oggi non c'è! E i suoi manifesti sono già in giro per la
Provincia di Napoli, i manifesti del sindaco di Pozzuoli, candidato a fare
il Consigliere regionale."

Continuano poi le dichiarazioni dell'opposizione. Con Fumo- PD che afferma:
"Questi primi due anni sono stati caratterizzati da provvisorietà. Se un
sindaco fa capire dall'inizio del suo mandato che ha l'intenzione di
candidarsi alla Regione, crea una fibrillazione all'interno della propria
ala, una corsa a capire chi lo dovrà sostituire. Un aspetto politico
gravissmo! Sono stati cambiati una ventina di assessori. Atti non se ne
producono, insomma non capisco di cosa stiamo parlando. Di una precarietà
politica senza pari e precedenti. E non possiamo neanche sparlare, sarebbe
come sparare sulla croce rossa e non lo si fa. Io lo dico per il bene di
Pozzuoli, di dimetterci fra 10 giorni quando il sindaco deciderà sulla sua
incompatibilità, e fare due coalizioni, una di destra e una di sinistra,
valuntando tanti aspetti, ma dando la possibilità alla città di essere
governata da chi il sindaco lo vuol fare per 5 anni, e non da chi rincorre
i propri sogni, personali".

" Si consuma in quest'aula l'ultimo atto di una storia infinita, ideata
dal sindaco quando nel novembre 2007 annnunciò la sua candidatura alla
guida di questa città- afferma con forza e amarezza Terracciano-
PD- e rafforzata nella primavera del 2008 quando una maggioranza
politica in grado di assicurargli i voti per essere eletti, ha mantenuto e
cavalcato uno stato di crisi, solo al fine di tenere sicura la sua
candidatura. Non ci sono parole per definire ciò che ha fatto il sindaco.
Seguire la sua ambizione regionale, come ha già fatto per due volte, e che
noi del centro sinistra conosciamo bene per averlo appoggiato in quelle
occasioni. Non ci sono parole per definire ciò che ha fatto Giacobbe: ha
creato equilibri nulli, trasversalismi, come quello costruito ad arte ma
resosi inutile, con l'ex consigliere provinciale Filippo Monaco. Sta
cercando di soddisfare la sua sete politica. A mio avviso c'è bisogno di
votare la sfiducia politica e personale. E' riuscito sino alla fine a
"mognere a vacca a doje zizze".

L'intervento di Carlo Morra pone l'accento sulla possibilità di
annullamento di tutti gli atti prodotti in questi mesi di doppio incarico
di Giacobbe: "Sono altamente mortificato dagli atteggiamenti assunti
dal sindaco, che offendono la città e gli elettori. Noi non votiamo la
decadenza, ma la contestazione di incompatibilità. Cosa farà Giacobbe fra
10 giorni? Noi molto probabilmente siamo davanti ad un problema anche per
gli atti prodotti in questi mesi di doppio ruolo. Credo che i famosi 10
giorni per far scegliere a Giacobbe il ruolo da voler ricoprire, siano
trascorsi da settembre! Abbiamo proposto mesi fa un "governo di salute
pubblica", conoscendo i momenti di bilico di quest'amministrazione, ma
nulla è stato fatto!"

La parola passa poi alla stessa maggioranza, ed è il turno di Andreozzi-
PdL Pozzuoli Libera, che ha letto le dichiarazioni di Giacobbe rilasciate
durante il consiglio del 17 settembre: "Io credo che di questo
argomento abbiamo già discorso varie volte.Lascerò il consiglio regionale
per una questione di coerenza. L'ho detto e lo ripeto. Da questo punto,
per il mio trascorso, per il mio impegno politico in questa città, e per
la voglia di andare avanti, ovunque, sempre e comunque, io non devo
ribadire altre questioni". In quell'occasione- ha poi
affermato Andreozzi- ho votato contro l'incompatibilità, dovevo
sostenere il mio sindaco, perchè aveva dichiarato queste cose, a cui ho
creduto. Ma oggi mi rendo conto che a nulla è valso. Il dirigente per
notificargli l'atto votato dalla Regione Campania ha dovuto far uso del
140, perchè il sindaco ha cominciato una corsa per nascondersi dalla sua
incompatibilità. Per me oggi si tratta di decadenza".

E Lello Scotto, portavoce ormai dei consiglieri "giaco(b)bini" ha preso le
distanze da tutti e ha difeso a spada tratta il sindaco Giacobbe: "Stiamo
discutendo sulla nota del Prefetto di Napoli sulla contestazione di
incompatibilità, cosa che questo Consiglio ha già fatto nel settembre 2009
e che ha respinto a maggioranza, per delle dichiarazioni fatte dallo
stesso sindaco. Giacobbe se ha una dote è quella di essere una persona
perbene, nonostante le vostre accuse. Presidente cosa dobbiamo votare?
Quello che ci ha detto il Prefetto? Bene, proseguiamo! Per quanto mi
riguarda il sindaco è già decaduto da Consigliere Regionale, per una
procedura messa in atto dall'organo superiore, già cominciato ed è in
arrivo il termine che stabilirà la decadenza. E se proprio lo volete
sapere, il sindaco di Pozzuoli io lo voglio consigliere regionale, ieri
oggi e domani. Si usano degli escamotage, per poter continuare a
rappresentare e tutelare la propria città, non ci vedo nulla di
sbagliato!"
Nel momento in cui prende la parola il consigliere Cicale, si capisce che
ormai il punto di non ritorno di una nuova crisi è arrivato: "Ci
sono due aspetti, uno giuridico e l'altro morale, che vi vengono posti.
Porto in aula il primo aforisma di Ippocrate che prescrive "Medico cura te
stesso", e va ad onore dei medici presenti in sala, che non hanno potuto
assistere un loro collega, che avrebbe dovuto attenersi al principio
ippocratico. Al caro Pasquale ovviamente. Non so cosa il sindaco abbia, ma
di sicuro è cagionevole da qualche settimana a questa parte, occorrerebbe
un consulto al suo capezzale- ironicamente afferma Cicale e continua- Nei
precedenti consigli mi sono schierato a difesa dell'incompatibilità del
sindaco, perchè è in corso un iter burocratico e poi per l'utilità della
presenza di un consigliere regionale della propria città, che avrebbe
potuto utilizzare tale ruolo per difendere gli interessi cittadini.
Avrebbe, appunto. Non avrei mai immaginato che questi motivi di
incompatibilità fossero stati poi perenni. Il sindaco ha detto in più
occasioni "Voglio amministrare per cinque anni, e voglio essere sindaco
per cinque anni". Ed era questa la ragione che sostenevo e
sostengo. Sorge però il sospetto ormai legittimo, di credere per qualche
verso che il sindaco abbia posto in essere tutto ciò per pervenire alla
carica di sindaco di questa città, la60° italiana, per utilizzare questo
scranno per essere eletto al Consiglio regionale. Moralmente questo è
vergognoso! E' la prima volta che avviene una cosa del genere! Pretendo
che il sindaco immediatamente abbia la notifica dell'incompatibilità ai
sensi dell'articolo 140, e che sul piano morale convochi una conferenza
stampa, e che dica alla città tutta quanto lui sia coerente con ciò che ha
detto costantemente, ovvero di restare a governare per ciò che ha chiesto
i voti due anni fa, il sindaco."
Da qui una mozione, trasformata poi in ordine del giorno, votato, che riporta una richiesta al primo cittadino di rimanere a ricoprire questo ruolo, valutando le logiche conseguenze nel momento in cui questa non dovesse essere la sua scelta.
Da qui una mozione, trasformata poi in ordine del giorno, votato, che riporta una richiesta al primo cittadino di rimanere a ricoprire questo ruolo, valutando le logiche conseguenze nel momento in cui questa non dovesse essere la sua scelta.

Chiude il giro di valzer Manzoni: "ll consigliere Scotto diceva che
durante il Consiglio del 17 settembre 2009 la contestazione messa ai voti
è stata respinta. Io non vedevo e non vedo i motivi per respingerla. Avete
votato perchè il sindaco aveva promesso di voler continuare a fare il
sindaco. Allora oggi vi dico, colleghi della maggioranza, avete un sindaco
che mente, e come qualcuno di voi afferma, è "un bugiardone". Ho
apprezzato l'intervento del consigliere Cicale, e spero che sia costante
nel tempo, critico nei confronti di quest'amministrazione, e non
semplicemente perchè oggi la maggioranza ha problemi. Il prefetto non era
a conoscenza degli atti già prodotti da questo consiglio, ma segretario,
le faccio presente che noi del PD abbiamo provveduto a colmare questo
vuoto. Noi dell'opposizione, se quella avanzata da Cicale è una proposta
di sfiducia, paghiamo, anzi pago in prima persona, le spese del notaio,
dove potremmo andare anche oggi stesso, per il bene della città, con la
speranza di un decreto ministeriale che ci permetta di votare già a
ottobre-novembre 2010, avendo così ancora un Consiglio formato da 30
persone, e non 24 come previsto dalla Finanziaria per il 2011. Questo
potrebbe spingere anche chi, dal 2011, possibilità di salvarsi non ne ha
con i propri voti, e salvare oggi la città dalle mani di questo sindaco."
Accuse che non risparmiano un onorevole sindaco ammalato. E una richiesta: che torni ad essere solo sindaco, con la clausola sussurata ed annunciata più o meno velatamente di sfiducia nel caso il patto con la città non venga mantenuto.
Accuse che non risparmiano un onorevole sindaco ammalato. E una richiesta: che torni ad essere solo sindaco, con la clausola sussurata ed annunciata più o meno velatamente di sfiducia nel caso il patto con la città non venga mantenuto.
05/02/10 15:53
Elisabetta Froncillo
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