COSTUME E CULTURA
La mostra dedicata al grande scienziato
Galileo, Venezia e la luna a Palazzo Bonaguro

BASSANO DEL GRAPPA (VI) - Fino al 5 aprile 2010 a Bassano del Grappa
presso il Palazzo Bonaguro, si terrà la mostra iconografica, storico
scientifica dedicata al grande scienziato Galileo.
Quattrocento anni fa, nell’autunno del 1609, Galileo rivolgeva il cannocchiale da lui costruito verso il cielo: prima, tra tutti gli astri, guardò la Luna e la scoprì ricoperta di “catene di monti e di profonde valli”. Fu una scoperta straordinaria che diede avvio a una serie di altre sensazionali scoperte astronomiche che svelarono agli occhi dell’umanità un nuovo universo mai visto e pensato prima. Tutto questo avvenne tra Padova e Venezia, ma soprattutto a Venezia, dove Galileo si recava frequentemente per visitare il celebre Arsenale - il luogo dove tanto imparò sulle esperienze della meccanica - per incontrare gli amici veneziani nella casa di Andrea Morosini, per sapere le novità da tutto il mondo portate dai mercanti stranieri alla bottega “alla Nave d’oro” in Merceria, per incontrare il celebre consultore in iure della Serenissima, il frate servita Paolo Sarpi, grande esperto in tutte le discipline scientifiche, che gli suggerì di costruire il cannocchiale. Qui nacque la Nuova Astronomia - l’astronomia del telescopio -, che diede avvio a una vera e propria rivoluzione scientifica. In questa mostra, testimone esemplare di questa rivoluzione è la Luna: a partire da Galileo, si sviluppò la cartografia lunare, si perfezionarono i telescopi, si migliorò la teoria del moto della Luna.
Con l’avvento della fotografia, si iniziò a stampare i grandi atlanti fotografici della Luna, della sua faccia visibile si definì un’accurata topografia che permise all’uomo, quarant’anni fa, di posare il piede sul suolo lunare. La mostra è realizzata con il contributo della Regione del Veneto. c.s.
Quattrocento anni fa, nell’autunno del 1609, Galileo rivolgeva il cannocchiale da lui costruito verso il cielo: prima, tra tutti gli astri, guardò la Luna e la scoprì ricoperta di “catene di monti e di profonde valli”. Fu una scoperta straordinaria che diede avvio a una serie di altre sensazionali scoperte astronomiche che svelarono agli occhi dell’umanità un nuovo universo mai visto e pensato prima. Tutto questo avvenne tra Padova e Venezia, ma soprattutto a Venezia, dove Galileo si recava frequentemente per visitare il celebre Arsenale - il luogo dove tanto imparò sulle esperienze della meccanica - per incontrare gli amici veneziani nella casa di Andrea Morosini, per sapere le novità da tutto il mondo portate dai mercanti stranieri alla bottega “alla Nave d’oro” in Merceria, per incontrare il celebre consultore in iure della Serenissima, il frate servita Paolo Sarpi, grande esperto in tutte le discipline scientifiche, che gli suggerì di costruire il cannocchiale. Qui nacque la Nuova Astronomia - l’astronomia del telescopio -, che diede avvio a una vera e propria rivoluzione scientifica. In questa mostra, testimone esemplare di questa rivoluzione è la Luna: a partire da Galileo, si sviluppò la cartografia lunare, si perfezionarono i telescopi, si migliorò la teoria del moto della Luna.
Con l’avvento della fotografia, si iniziò a stampare i grandi atlanti fotografici della Luna, della sua faccia visibile si definì un’accurata topografia che permise all’uomo, quarant’anni fa, di posare il piede sul suolo lunare. La mostra è realizzata con il contributo della Regione del Veneto. c.s.
19/03/10 12:04
Greta Crestani
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