CRONACA
Non ce l'ha fatta Carlo Schiavon dopo una settimana di coma
Incidente sul lavoro: muore per avere respirato gas tossici

PADOVA - Carlo Schiavon, 43 anni di Padova è morto questa notte
all'ospedale di Padova dov'era ricoverato in rianimazione in seguito ad
un'intossicazione da acidi. Il fatto risale a venerdì scorso.
Carlo lavorava nell'azienda Siderurgica Padovana di cui era proprietario assieme al fratello Roberto. Sono le 19.00 di venerdì sera.
La settimana è finita e Roberto saluta tutti e si dirige verso casa mentre Carlo decide di rimanere ancora un po' per finire di verniciare l'interno di una cisterna lunga sei metri e larga 4.
Aveva fatto solo qualche chilometro Roberto quando si accorge di avere dimenticato il portafoglio nell'ufficio della ditta.
Gira la macchina e torna in azienda per prenderlo.
Quando entra in fabbrica chiama il fratello per avvertirlo dell'inconveniente e salutarlo nuovamente. Ma Carlo non risponde.
Roberto si allarma e lo cerca ovunque. Quando arriva alla cisterna Carlo è svenuto. Chiama il 118 e i soccorsi arrivano poco dopo.
I sanitari hanno praticato il massaggio cardiaco e poi l'hanno portato in ospedale.
Poche ore dopo l'uomo è entrato in coma.
Ha lottato tutta la settimana tra la vita e la morte e stanotte il decesso.
Secondo i medici è stato fatale un gas sprigionato dall'acquaragia che è stato respirato da Carlo.
Il giorno dell’incidente sono intervenuti sul posto i carabinieri di Legnaro.
Ancora da accertare se Schiavon indossasse tutte le protezioni del caso all’interno della vasca.
Qualche anno fa papà Vittorio aveva subito l’amputazione di un braccio per un altro infortunio sul lavoro.
Carlo Schiavon, che viveva con la moglie Roberta in via Zago a Villatora, lascia un figlio di 11 anni e un bimbo di poco più di un anno. Schiavon era conosciuto da tutti come una persona dedita al lavoro e alla famiglia.
(foto dalla rete)
Carlo lavorava nell'azienda Siderurgica Padovana di cui era proprietario assieme al fratello Roberto. Sono le 19.00 di venerdì sera.
La settimana è finita e Roberto saluta tutti e si dirige verso casa mentre Carlo decide di rimanere ancora un po' per finire di verniciare l'interno di una cisterna lunga sei metri e larga 4.
Aveva fatto solo qualche chilometro Roberto quando si accorge di avere dimenticato il portafoglio nell'ufficio della ditta.
Gira la macchina e torna in azienda per prenderlo.
Quando entra in fabbrica chiama il fratello per avvertirlo dell'inconveniente e salutarlo nuovamente. Ma Carlo non risponde.
Roberto si allarma e lo cerca ovunque. Quando arriva alla cisterna Carlo è svenuto. Chiama il 118 e i soccorsi arrivano poco dopo.
I sanitari hanno praticato il massaggio cardiaco e poi l'hanno portato in ospedale.
Poche ore dopo l'uomo è entrato in coma.
Ha lottato tutta la settimana tra la vita e la morte e stanotte il decesso.
Secondo i medici è stato fatale un gas sprigionato dall'acquaragia che è stato respirato da Carlo.
Il giorno dell’incidente sono intervenuti sul posto i carabinieri di Legnaro.
Ancora da accertare se Schiavon indossasse tutte le protezioni del caso all’interno della vasca.
Qualche anno fa papà Vittorio aveva subito l’amputazione di un braccio per un altro infortunio sul lavoro.
Carlo Schiavon, che viveva con la moglie Roberta in via Zago a Villatora, lascia un figlio di 11 anni e un bimbo di poco più di un anno. Schiavon era conosciuto da tutti come una persona dedita al lavoro e alla famiglia.
(foto dalla rete)
06/11/09 11:33
Greta Crestani
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